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[titolo] => Ragghianti e Le Corbusier
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Non poteva mancare tra le numerose iniziative organizzate in occasione del cinquantenario lecorbuseriano, la celebrazione della mostra sull’architetto franco svizzero organizzata a palazzo Strozzi nel 1963 da Carlo Ludovico Ragghianti. Un’esposizione che ha segnato la storia della fortuna critica e dell’interpretazione della figura di Le Corbusier in Italia. Due volumi che raccolgono non solo una serie di saggi dedicati alle connessioni del linguaggio lecorbuseriano con i diversi versanti della figuratività, ma anche un inedito apparato iconografico. Un esaustivo racconto della mostra fiorentina che offre, anche solo a considerarlo dipanato nel suo sviluppo cronologico, una mappa precisa dei complessi meccanismi organizzativi che si misero in moto, con i dubbi, le scelte e i compromessi tra gli organizzatori e l’artista.
Non poteva mancare tra le numerose iniziative organizzate in occasione del cinquantenario lecorbuseriano, la celebrazione della mostra sull’architetto franco svizzero organizzata a palazzo Strozzi nel 1963 da Carlo Ludovico Ragghianti. Un’esposizione che ha segnato la storia della fortuna critica e dell’interpretazione della figura di Le Corbusier in Italia. Due volumi che raccolgono non solo una serie di saggi dedicati alle connessioni del linguaggio lecorbuseriano con i diversi versanti della figuratività, ma anche un inedito apparato iconografico. Un esaustivo racconto della mostra fiorentina che offre, anche solo a considerarlo dipanato nel suo sviluppo cronologico, una mappa precisa dei complessi meccanismi organizzativi che si misero in moto, con i dubbi, le scelte e i compromessi tra gli organizzatori e l’artista.
Nulla più della rovina architettonica ha la capacità di mostrare la forza dell’essenza spaziale della forma. Nella sua nudità, al di là dell’incarnazione dell’aspetto visibile di una condizione che possiamo solo ricostruire e immaginare, essa riesce a mostrarci qualcosa di molto più profondo della sua semplice immanenza. Può offrirci, infatti, gli aspetti legati al funzionamento architettonico, svelando come la tecnica può essere all’origine di ciò che noi oggi vediamo, oppure essere capace di liberare il guizzo di una tensione solitamente sepolta dalla geometria, o semplicemente occultata dalla forza della materia, così come può rendere palese la circolazione dei molti sistemi vitali che normalmente si nascondono nelle profondità della massa di un edificio.
Vernacular architecture represents a great resource that has considerable potential to define principles for sustainable design and contemporary architecture. This publication is the result of an overall aim to produce a valuable tool for analysis regarding vernacular heritage through different assessments, in order to define principles to consider for sustainable development. VERSUS, HERITAGE FOR TOMORROW: Vernacular Knowledge for Sustainable Architecture is the result of a common effort undertaken by the partners ESG | Escola Superior Gallaecia, Portugal, as Project leader; CRAterre | École Nationale Supérieure d’Architecture de Grenoble, France; DIDA | Università degli Studi di Firenze, Italy; DICAAR | Università degli Studi di Cagliari, Italy; and UPV | Universitat Politècnica de València, Spain. This is the final outcome of VerSus, an European project developed from 2012 to 2014, in the framework of the Culture 2007-2013 programme.
This publication brings together the results of the project 3DPAST: Living and virtual visiting European World Heritage, co-funded by the Creative Europe EU programme. The research highlighted the exceptional character and quality of living in vernacular dwellings found in World Heritage sites. This was possible by seizing the cultural space of European vernacular heritage, located in Pico island (Portugal), Cuenca town (Spain), Pienza (Italy), Old Rauma (Finland), Transylvania (Romania), Berat & Gjirokastra (Albania), Pátmos (Greece), and Upper Svaneti (Georgia).
New digital realities grant the possibility to visit and to appreciate those places, to non-travelling audiences, who lack the opportunity to experience this unique heritage in situ. Creative potential is highlighted in 3D models and digital visualisations, which associate outstanding local knowledge with the vernacular expression of World Herita
Sous la direction de Lamia Hadda, Saverio Mecca, Giovanni Pancani, Massimo Carta, Fabio Fratini, Stefano Galassi, Daniela Pittaluga. Villages et quartiers à risque d’abandon sont aujourd’hui une problématique commune à des nombreuses régions de la Méditerranée, considérée comme un point stratégique dans les nouvelles politiques européennes. L’abandon progressif des zones internes est une constante dans les pays caractérisés par le sous-développement économique, avec les phénomènes d’émigration et de fragmentation du patrimoine culturel. Cela entraîne des problèmes d’architecture et de gestion du territoire. L’objectif principal de ce travail de recherche est de créer un espace de discussion qui comprend l’étude du patrimoine architectural et du paysage ainsi que les témoignages démo-ethno-anthropologiques.
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Nelle opere selezionate in questo libro, l’audacia e il senso critico sono una caratteristica costante in quanto forniscono un canale, nell’ambito della finzione teatrale, per le preoccupazioni e le ansie dei loro contemporanei. I loro autori assumono un impegno morale nei confronti della realtà, un atteggiamento di denuncia, ne esplorano i lati più oscuri e persino i tabù, rifiutando di escludere l’atipico, lo scomodo, astenendosi dal semplificare e tipizzare e tendendo a mostrare sia i meccanismi sotterranei che quelli più evidentemente responsabili della destrutturazione della società come si era costituita fino ad allora (…), percepisco in queste opere, in modo preciso ed efficace, l’impegno genuino dei loro creatori di illuminare e trasformare la realtà attraverso i meccanismi del teatro.
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The publication presents the results of the project ‘Versus-Heritage for People’, funded by the Creative Europe EU programme. The main aim of the project was to actively involve a broad audience and raise awareness among it concerning the value of vernacular knowledge in shaping more sustainable and resilient models of development. The material and immaterial elements constituting a vernacular heritage (encompassing local materials, construction methods, models for living and social interaction, technical and environmental knowledge for the management of territories, natural resources, settlements, etc.) have enormous potential for generating forward-thinking models that can improve the environmental and social quality of our habitats, foster a sense of identity and belonging, and relate in a balanced way to the capacities of our planet. The book explores strategies and tools for managing and transmitting knowledge and the values associated with vernacular heritage. It includes concrete examples and good practices for engaging people in processes of knowledge and the enhancement of vernacular heritage values for sustainability. The outcome is the result of the collaborative efforts between the five academic institutions involved in the project – Universitat Politècnica de València as coordinator (ES), University of Florence (IT), University of Cagliari (IT), CRAterre-ENSAG (FR) and Escola Superior Gallaecia at Universidade Portucalense (PT). A total of 63 authors, comprising both external scholars and professionals, contributed to the book.
Il tema della prossimità nelle città e nei territori è emerso con grande rilevanza durante la pandemia, ma era già stato oggetto di riflessioni e esperienze avanzate da parte di pensatori come Jane Jacobs, Jeff Speck e Salvador Rueda. La prossimità rappresenta la relazione soggettiva, sia individuale che collettiva, con la complessità e la diversità dell’ecosistema urbano. Questa si manifesta attraverso l’accessibilità fisica e virtuale ai luoghi, agli spazi, alle attività e alle relazioni, nonché attraverso il senso di confidenza soggettiva con le persone, i luoghi, la natura e il patrimonio immateriale. La prossimità può essere un elemento guida nell’indirizzare e valutare i processi di riequilibrio e rigenerazione urbana e territoriale, andando oltre le convenzioni dell’urbanistica regolativa e delle mere dinamiche edilizie, immobiliari e finanziarie. Oggi, la prossimità rappresenta un principio fondamentale per promuovere la diversità dell’ecosistema urbano, la sostenibilità, l’inclusione e l’estetica, come proposto dal Next Generation EU e dal progetto New European Bauhaus. Curare la prossimità è cruciale per la sostenibilità e la resilienza delle comunità nel XXI secolo, in un’armoniosa unione tra natura e cultura. Il principio di prossimità risponde al diritto di ogni cittadino di avere pari opportunità e di poter scegliere il luogo dove vivere, indipendentemente dalla sua posizione geografica, dal suo genere o dal suo reddito. Questo libro è destinato agli architetti, agli urbanisti, ai dirigenti e agli amministratori degli enti locali, nonché alle associazioni che si occupano della qualità della vita urbana. È inoltre un’opera che vuole essere di aiuto per i docenti e gli studenti di architettura.
Architect, Professor Emeritus of Production and Management of the Built Environment at the University of Florence, he was Dean of Faculty and then Director of the Department of Architecture of the University of Florence, 2009-2020. He works in the research field of construction management and sustainable innovation of architectural heritage in the Mediterranean region.
Ragghianti e Le Corbusier
Esporre Le Corbusier
In_Situ
Versus
L' università che verrà
From Vernacular to World Heritage
Villages et quartiers à risque d’abandon | Tome 1,2,3