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[created_on] => 2020-10-13 15:48:52
[titolo] => In mezzo alle cose
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Il volume narra un’esperienza di ricerca che si è concentrata sugli spazi interclusi. Luoghi ai margini delle centralità urbane, anche quando a queste interni, pezzi di campagna scampati alle costruzioni, piccoli lotti che fanno attrito al fluire dell’edificato che ha invaso i fondo valle, errori della pianificazione razionale, spazi abbandonati da attività produttive, pezzi di infrastrutture e servizi non più utilizzati, cantieri di costruzioni mai finite, e molte altre tessere di un puzzle che il testo cercherà di comporre e che, come in un puzzle, non hanno significato se prese ognuna per sé, ma solo se rimontate in un disegno complessivo
Il volume narra un’esperienza di ricerca che si è articolata grazie al virtuoso incontro tra la pianificazione territoriale, la partecipazione attiva delle comunità locali ed il mondo dell’agricoltura. Il contesto su cui poggiano le riflessioni che hanno portato alla stesura del libro è quello della città di Fiesole, dove dal 2018 esiste la realtà di un Distretto Biologico.
Il libro restituisce una esperienza sviluppata all’interno del DIDA, in cui la pratica della fotografia, oggetto del Seminario tematico Fotografia come strumento di indagine urbana, partecipa ad una attività di ricerca volta ad indagare gli spazi ordinari dell’urbano nella loro natura multiversa. Esso si confronta con una porzione periferica del Comune di Firenze caratterizzata da importanti fenomeni di marginalità e dalla presenza di due grandi strutture carcerarie. Il testo raccoglie alcuni contributi scientifici sul tema del rapporto tra carcere e città, il lavoro fotografico di Davide Virdis ed i lavori individuali dei sette studenti/fotografi coinvolti nel seminario.
Il lavoro presentato è stato reso possibile da un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla collaborazione accordata dalla Direzione del carcere Mario Gozzini al DIDA. Tale collaborazione ha dato vita, fra le molte cose, ad un progetto intitolato “La scritta che buca” che il volume documenta, anche grazie all’impegno del gruppo creativo di arte sociale Elektro Domestik Force.
Il libro affronta le attuali sfide ambientali e sociali soffermandosi sul contributo in termini di sostenibilità delle discipline del progetto – progettazione urbanistica e territoriale, architettura del paesaggio, tecnologia dell'architettura, design. L'approccio interdisciplinare e transcalare rispecchia l'organizzazione del Dottorato in Sostenibilità e innovazione per il progetto dell'ambiente costruito e del sistema prodotto del Dipartimento di Architettura DIDA dell’Università di Firenze.
Iacopo Zetti è architetto e dottore di ricerca in progettazione urbana, territoriale e ambientale. Professore associato di tecnica e pianificazione urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’università di Firenze. Ha collaborato a diverse ricerche di rilevanza nazionale con gruppi coordinati dal DiDA occupandosi di partecipazione degli abitanti al progetto urbanistico; trasformazioni socioeconomiche e trasformazioni dello spazio pubblico; analisi territoriale e rappresentazione cartografica come mezzo di conoscenza e condivisione delle scelte in urbanistica. Dal 2014 è assessore al territorio del Comune di Fiesole.