Tra le sfide della contemporaneità, quella dell’affermarsi di una società in cui persone provenienti da diverse parti del mondo e con culture differenti appare sicuramente la più urgente. Se è vero che per tale realtà non esistono formule valide in assoluto è altrettanto vero che il modello interculturale, sicuramente non facile da realizzare, appare il più corretto e portatore di interessanti sviluppi. In un tale contesto all’Italia, per posizione geografica – in mezzo al mare di mezzo – trascorsi storici, propensione culturale, spetta un importante ruolo. Le migrazioni di massa, la sfida della società in cui persone con storie, usi, modelli di pensiero diversi si confrontano sono un fatto sociale e, come tale, investono ogni settore della cultura. Anche il mondo degli oggetti che ci circondano si presenta sempre più come un panorama variegato in cui le cose, in maniera più o meno esplicita, ci raccontano la loro diversa provenienza.
Venti anni di progetti di design per la sostenibilità. Tempo di qualche bilancio. Della sostenibilità abbiamo visto e interpretato la trasformazione. Con il passaggio da un’attenzione inizialmente dedicata a la “selection of material and energy resources with low environmental impact” (Vezzoli, Kohtala, Srinivasan, 2014) al “Product Life Cycle Design or Eco-Design” (Vezzoli, Kohtala, Srinivasan, 2014), con un interesse allargato a tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto e l’applicazione della metodologia della Life Cycle Analisys. E poi i progetti più recenti promossi a partire da cinque anni fa quando è stato creato il Laboratorio di Design per la sostenibilità — LDS, con un’attenzione allargata al “Design for eco-efficent Product-Service Systems”.
Il testo affronta il rapporto tra Progetto, Sostenibilità e Complessità con riferimento all’intero flusso progettuale - dall’ideazione del concept al prodotto finale - con lo scopo di comprendere come i metodi e gli strumenti ne favoriscono la fecondazione. Vengono presi in analisi sia i metodi e gli strumenti tradizionali applicati dal Design per la Sostenibilità che gli approcci ritenuti promettenti come i concetti di Cradle to Cradle, di Biomimicry, di Product Service System e di Design Thinking. Nello specifico la ricerca individua una serie di metodi e strumenti da applicare nell’ambito della sostenibilità nella sua accezione più ampia e definisce un ipotetico flusso di progetto dove questi vanno ad integrarsi e a generare al contempo delle possibili aree di relazione, che, nella teoria della complessità, sono più specificatamente definite come edge of chaos o aree di confine.
Il testo affronta il rapporto tra design, artigianato, luoghi e persone che divengono attori principali di un progetto che si pone l’obbiettivo di ridare identità ad un luogo, il Mediterraneo, fin dall’antichità portatore di conoscenze, traghettatore di scambi e contaminazioni, attraverso gli oggetti rappresentanti della cultura materiale e caratterizzati spesso da un forte carattere simbolico.
Il volume raccoglie gli estratti di una selezione di tesi di laurea discusse presso i corsi di laurea magistrale in Design della Scuola di Architettura di Firenze che affrontano il tema della pianificazione e progettazione del territorio da una prospettiva di area vasta. I contributi dei giovani studiosi mettono in luce con partecipazione, freschezza e vigore la complessità e la ricchezza dei fenomeni ed ambiti territoriali oggetto delle loro indagini ed esplorazioni progettuali, derivanti da un approccio a tempo etico e multidisciplinare, teso a valorizzare, in ogni circostanza, le qualità e vocazioni specifiche dei diversi contesti locali.
“Ogni giorno il razionalismo cerca di sostituire gli automatismi ai riti. Tende a limitare alle zone più facili il dominio delle forze della natura. […] al di là delle istruzioni per l’uso, gli strumenti e le cose sono, nella vita degli uomini, i mezzi con i quali essi compiono o cercano di compiere il rito della vita e se c’è una ragione per la quale esiste il design, la ragione — l’unica ragione possibile — è che il design riesca a restituire o a dare agli strumenti e alle cose quella carica di sacralità per la quale gli uomini possano uscire dall’automatismo mortale e rientrare nel rito” (Ettore Sottsass, 1962). L’anima delle piccole cose nel lavoro degli ex studenti del Corso di Laurea in Disegno Industriale e Magistrale in Design dell’Università di Firenze.
Circular craft: il contributo del design agli scenari dell’economia circolare, con un’attenzione particolare all’artigianato post produzione industriale.
Marco Marseglia, designer, Ph.D., è assegnista di ricerca al Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze. I suoi interessi sono legati principalmente alla progettazione di prodotto con particolare riferimento al design per la sostenibilità ambientale. Attualmente è docente a contratto nel corso di Applicazioni di Progettazione I presso il Corso di Laurea in Disegno Industriale.