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[titolo] => La piazza Ghiberti di Pelago
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La piazza Ghiberti, attorno alla quale si è sviluppato il primitivo insediamento extra moenia del castello di Pelago, si è configurata attraverso i secoli, prima come borgus artigiano e, successivamente, come mercatale. Nel corso del XIX secolo e fino al secondo dopoguerra ha continuato ad essere il principale polo commerciale dell’abitato sul quale si sono attestate, sin dal XIV secolo, alcune architetture di pregio. I contributi contenuti in questo volume documentano la piazza nei suoi aspetti salienti, in vista dell’auspicabile valorizzazione. Attraverso il rilievo digitale è stata definita la corretta morfologia dei piani stradali e degli edifici che vi prospettano, oltre che attestato lo stato di conservazione dei manufatti. Un parallelo studio sulle fonti scritte (edite e di archivio) ed iconografiche ha consentito inoltre di identificare alcune tappe significative del processo di formazione e trasformazione della piazza.
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[titolo] => Dalla storia al museo: la Battaglia d’Anghiari di Leonardo da Vinci
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L’attivazione di positivi processi di connessione e intersezione dei dati, con le ampie possibilità di prefigurazione di soluzioni e assetti, ha fatto sì che la modellazione tridimensionale entrasse a far parte della disciplina della storia dell’architettura, come pure della pratica del restauro e della conservazione, al fianco della ormai consolidata valorizzazione e divulgazione dei beni culturali. In tale contesto, il progetto di alta divulgazione che qui si presenta si offre come significativo caso studio. Si vuole infatti dar conto dei risultati della collaborazione interdisciplinare del gruppo di lavoro e del processo realizzativo nel suo insieme, segnato da una ampia riflessione sulla questione metodologica e sull’utilizzazione di standard accettati dalla comunità scientifica.
La serie di pubblicazioni scientifiche Ricerche | architettura, design, territorio ha l’obiettivo di diffondere i risultati delle ricerche e dei progetti realizzati dal Dipartimento di Architettura DIDA dell’Università degli Studi di Firenze in ambito nazionale e internazionale. Ogni volume è soggetto ad una procedura di accettazione e valutazione qualitativa basata sul giudizio tra pari affidata al Comitato Scientifico Editoriale del Dipartimento di Architettura. Tutte le pubblicazioni sono inoltre open access sul Web, per favorire non solo la diffusione ma anche una valutazione aperta a tutta la comunità scientifica internazionale. Il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze promuove e sostiene questa collana per offrire un contributo alla ricerca internazionale sul progetto sia sul piano teorico-critico che operativo.
Gli spazi coperti e aperti su uno o più fronti hanno caratterizzato nel corso dei secoli e per ragioni spesso diverse gli spazi pubblici delle città mediterranee. Durante l’alto medioevo, a seguito delle mutate condizioni politico-economiche, le logge hanno rivestito, in particolare nella penisola italiana, un ruolo centrale nella conformazione e caratterizzazione delle piazze e dei principali assi viari. Simbolo materiale dell’autonomia comunale tra l’XI ed il XIII secolo, questa fabbrica è stata successivamente utilizzata dai grandi potentati emergenti del XV secolo per palesare lo status sociale raggiunto, divenendo, infine, nuovamente emblema del potere politico nei ducati e nei principati. Nel volume viene ricostruito il processo evolutivo di questi manufatti, che vengono analizzati dal punto di vista tipologico, formale e funzionale; l’ampia documentazione iconografica consente di supportare le tesi espresse dall’autore.
Il volume ripercorre la genesi progettuale di uno degli edifici icona del Novecento italiano. Progettata in prossimità del casello di Firenze Nord per commemorare i caduti sul lavoro durante la costruzione dell’autostrada Milano-Napoli e realizzata dal maestro toscano dal 1961 al 1964 per conto della Società Autostrade s.p.a., la chiesa di San Giovanni Battista è espressione, forse la più elevata, del pensiero di Michelucci; qui prendono forma la sua concezione dello spazio come percorso, della comunità che si fa chiesa, della autenticità legata alla manifestazione sincera dei materiali, della sapienza artigiana come motore del cantiere e, infine della firmitas come elemento a servizio della venustas. Egli stesso trarrà insegnamento da questa opera, che negli aspetti formali e strutturali anticipa alcune soluzioni successive adottate indistintamente in edifici religiosi e civili.
Con questo volume vengono divulgati gli esiti della ricerca che ha permesso di aggiornare il progetto di rifunzionalizzazione della Facultad de Arte Teatral dell'ISA predisposto dall’Empresa de proyectos y servicios de ingeniería de la cultura (ATRIO) nel 2017 e di redigere ex novo quello di restauro e consolidamento grazie all’expertise messa in campo dal personale docente e ricercatore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze.
I capitoli in cui è stato suddiviso il libro ripercorrono fedelmente il suddetto iter: dall’enunciazione delle ragioni didattico-amministrative legate all’offerta formativa della FAT, che hanno guidato l’elaborazione del progetto di rifunzionalizzazione dell’edificio realizzato dal personale di ATRIO, all’apparato delle indagini conoscitive sulla Scuola (compendio storico-critico, rilievo morfometrico e cromatico, analisi del degrado e del dissesto), per concludersi con la messa a punto del progetto di restauro e consolidamento affiancato dalle opportune indicazioni sulla gestione informatizzata del cantiere e sul controllo della qualità delle opere realizzate.
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Didapress
Alessandro Merlo è dottore di ricerca e docente strutturato presso la Scuola di Architettura di Firenze dove, dal 2002, è stato incaricato dei corsi di “Rilievo Urbano e Ambientale”, “Disegno dell’Architettura” e “Rilievo dell’Architettura”. Dal 2014 è direttore del Corso di Perfezionamento post-laurea “Valorizzazione e gestione dei Beni Culturali” e dell’Unità di Ricerca DM_SHS (Documentation and Management of Small Historical Settlements). Dal 2012 fa parte, assieme al suo staff, del progetto di cooperazione internazionale Proyecto La Blanca, dove è responsabile del rilievo e della documentazione digitale dei siti maya di El Chilonché e La Blanca nel Péten Guatemalteco.
La sua attività di ricerca, che egli conduce a livello internazionale, è rivolta in particolare alla tutela e valorizzazione dei beni culturali, che egli affronta con gli strumenti e le modalità proprie del Disegno e del Rilievo, all’analisi dei processi storici di formazione e trasformazione del costruito, alla sperimentazione di sistemi integrati di rilevamento ed ai metodi di gestione/fruizione delle informazioni (ICT). È membro di società scientifiche, tra le quali l’UID, l’ISUF International ed il CISPUT, ed è nel comitato scientifico di numerose riviste nazionali ed internazionali.
Con il DIDA ha già pubblicato: Merlo A., Butini R. (eds.) 2014, La cartiera Bocci di Pietrabuona. Documentazione e valorizzazione eMerlo A., Lavoratti G. (eds) 2014, Pietra-buona. Strategie per la salvaguardia e la valorizzazione degli insediamenti medievali.
La piazza Ghiberti di Pelago
Dalla storia al museo: la Battaglia d’Anghiari di Leonardo da Vinci