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[titolo] => In mezzo alle cose
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Il volume narra un’esperienza di ricerca che si è concentrata sugli spazi interclusi. Luoghi ai margini delle centralità urbane, anche quando a queste interni, pezzi di campagna scampati alle costruzioni, piccoli lotti che fanno attrito al fluire dell’edificato che ha invaso i fondo valle, errori della pianificazione razionale, spazi abbandonati da attività produttive, pezzi di infrastrutture e servizi non più utilizzati, cantieri di costruzioni mai finite, e molte altre tessere di un puzzle che il testo cercherà di comporre e che, come in un puzzle, non hanno significato se prese ognuna per sé, ma solo se rimontate in un disegno complessivo
Il volume narra un’esperienza di ricerca che si è articolata grazie al virtuoso incontro tra la pianificazione territoriale, la partecipazione attiva delle comunità locali ed il mondo dell’agricoltura. Il contesto su cui poggiano le riflessioni che hanno portato alla stesura del libro è quello della città di Fiesole, dove dal 2018 esiste la realtà di un Distretto Biologico.
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[sottotitolo] => Il Distretto Biologico di Fiesole: un progetto corale di territorio
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[titolo] => Social and Institutional Innovation in Self-Organising Cities
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Today’s scenario is characterized by a global connectivity space where uninterrupted streams of information, people, and goods flow, through multi-scale socio-economic processes. All of this requires rethinking well-accepted mental frames as individual capabilities, businesses actions, social and spatial agglomerations evolve in a new and unceasingly changing landscape. This book contributes to the debate on how cities are redefined in relation to the global connective space and the so-called knowledge-based economy. The authors explore the variable set of functional changes, which are intrinsically linked to the multiplicity of multi-scale processes. The book contains the proceedings of the conference “New sciences and actions for complex cities (Florence, Italy 14-15 December 2017).
Il libro restituisce una esperienza sviluppata all’interno del DIDA, in cui la pratica della fotografia, oggetto del Seminario tematico Fotografia come strumento di indagine urbana, partecipa ad una attività di ricerca volta ad indagare gli spazi ordinari dell’urbano nella loro natura multiversa. Esso si confronta con una porzione periferica del Comune di Firenze caratterizzata da importanti fenomeni di marginalità e dalla presenza di due grandi strutture carcerarie. Il testo raccoglie alcuni contributi scientifici sul tema del rapporto tra carcere e città, il lavoro fotografico di Davide Virdis ed i lavori individuali dei sette studenti/fotografi coinvolti nel seminario.
Il lavoro presentato è stato reso possibile da un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla collaborazione accordata dalla Direzione del carcere Mario Gozzini al DIDA. Tale collaborazione ha dato vita, fra le molte cose, ad un progetto intitolato “La scritta che buca” che il volume documenta, anche grazie all’impegno del gruppo creativo di arte sociale Elektro Domestik Force.
È laureata in pianificazione e progettazione della città e del territorio e dottore di ricerca in progettazione urbanistica e territoriale. Docente a contratto di urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’università di Firenze. Ha partecipato a varie ricerche di interesse nazionale, esplorando, quali campi preferenziali della sua riflessione, lo studio delle politiche urbane e territoriali, della pianificazione interattiva e dei conflitti territoriali, delle forme dell’urbanizzazione contemporanea con particolare riferimento al fenomeno della suburbanizzazione e della sperimentazione di nuovi strumenti analitici e rappresentativi delle realtà urbane contemporanee.
In mezzo alle cose
Paesaggi d’innovazione
Contenuto e forma
Social and Institutional Innovation in Self-Organising Cities