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[created_on] => 2020-10-13 13:48:05
[titolo] => L'ingegnere sopra e sotto il mare
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Nella storia del costruito avviene di frequente che alcuni fenomeni possano svilupparsi in maniera più o meno omogenea per periodi lunghi e tali da stabilizzarne gli sviluppi successivi. In tal modo è molto probabile che diventino, almeno in linea di massima, prevedibili e rassicuranti. Più frequentemente, però, si possono avere avvenimenti che creano le condizioni per cambiamenti accelerati e/o improvvisi. Questi, a loro volta, con reazioni a catena, causeranno deviazioni di direzione di uno sviluppo che fino a quel momento poteva sembrare quasi immutabile. Uno degli esempi di queste dinamiche è fornito dalla storia dei trabocchi, macchine di legno per la pesca costiera che ha segnato l’economia delle popolazioni rivieraschi per almeno un paio di secoli.
Un corretto intervento di restauro e la previsione di una sua manutenzione non possono prescindere da campagne conoscitive preventive e da tenere aggiornate in corso d’opera. Queste possono dare indicazioni progettuali preziose e ridurre i rischi che in interventi sul costruito antico sono un rischio costante. Un buon restauro deve coinvolgere una intera Comunità perché può creare l’occasione per il recupero di buoni livelli di consapevolezza culturale e civile capaci di favorire preziose riflessioni e riscoperte della ‘storia locale’. Questo volume costituisce un rendiconto delle attività svolte sul nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca (2011–2013) allo scopo di mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite sul monumento e dare un tangibile sostegno alle politiche culturali e turistiche locali.
Le condizioni di vulnerabilità dei siti e delle strutture rimesse in luce possono presentare ulteriori peggioramenti a causa di trasformazioni involontarie o volontarie. Il contenimento dei processi degenerativi può essere legato alle decisioni che si prendono prima e durante gli scavi. L’addestramento di un personale adeguatamente specializzato deve tener conto della singolarità delle situazioni che si possono incontrare in edifici ridotti a rudere e la necessità di dover assumere decisioni importanti con la consapevolezza che potrebbe essere necessario adattarsi a condizioni prima non prevedibili e che a eventuali errori potrebbe non essere più possibile porre rimedio. La capacità di apprendimento e di rinnovamento costante da parte degli operatori può consentire una maggiore affidabilità dei ruoli e sviluppare il coraggio di mettere in dubbio posizioni di privilegio non sempre giustificabili e adottare rinnovate metodiche, sensibilità e conoscenze tecniche specifiche.
La protezione delle creste e dei colli dei muri ha lo scopo di impedire infiltrazioni di acque e la proliferazione di vegetazione infestante. L’area di applicazione può riguardare azioni locali (costituiscono l’innesco di meccanismi destinati ad estendersi ad aree vicine) oppure azioni estese che possono creare difficoltà proprio a causa dell’ampiezza dei fenomeni. I criteri di intervento sono essenzialmente quelli sperimentati negli anni ’20 e ’30. Le formulazioni teoriche e le indicazioni operative più importanti sono ancora quelle di G.Giovannoni e soprattutto G.Boni e le raccomandazioni della Carta Italiana del Restauro (1972). L’adozione di malte di cemento, più recentemente le resine, condizionerà la maggior parte degli interventi caratterizzati, di volta in volta, dalla minima distinguibilità, dalla massima differenziazione e la rivalutazione del criterio minimale. L’errore più ricorrente, qualunque sia la soluzione adottata, sembra essere quello di credere in un intervento definitivo che non ha bisogno di manutenzione.
Luigi Marino. Già professore associato di Restauro Architettonico insegna restauro Archeologico presso la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio DIDA e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici SAGAS dell’Università di Firenze. E’ stato Direttore del Corso di Perfezionamento in Restauro Archeologico. Si occupa della conservazione e della manutenzione di edifici allo stato di rudere e di aree archeologiche, in particolare quando si è costretti a intervenire in condizioni di emergenza. Su questi temi ha messo a punto metodi e strumentazioni originali collaudati e applicati in numerosi cantieri in Italia e nel Vicino Oriente.
L'ingegnere sopra e sotto il mare
Nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca
Il restauro di siti archeologici e manufatti edili allo stato di rudere