Argomento di questo volume è il rapporto tra artigianato e design, un tema da sempre proprio della Scuola di Design dell’Università di Firenze, affrontato attraverso i molteplici percorsi e linee di innovazione e alla luce delle trasformazioni socio-economiche che sempre più investono e coinvolgono i territori del progetto. Al centro dell’attenzione la valorizzazione del sapere artigiano come elemento strategico per i processi di innovazione, e come una delle direzioni possibili per la competitività del sistema produttivo italiano. Nel libro si delineano tre possibili scenari che coinvolgono l’identità territoriale, il confronto interculturale, la sperimentazione d’impresa. Tali scenari vengono accompagnati da alcuni saggi introduttivi che forniscono differenti chiavi di lettura sul ruolo del design nel sistema produttivo delle aziende artigiane.
Il volume costituisce un’indagine sul ruolo del Design nella tutela e sviluppo di una diversità culturale ancora presente nella dimensione locale. Il “progetto memore” analizzato nel testo, quello di una identità indagata e rielaborata; un’identità in divenire (da cosa nasce cosa) che accetta il confronto con le mutazioni del contemporaneo per ripartire li dove la modernità ne aveva minato le basi. Il libro racconta il definirsi di un movimento progettuale e culturale che investe oggi la disciplina nei suoi molteplici ambiti applicativi. Testi e immagini indagano le modalità attraverso cui ancora possibile sviluppare identità in ambito contemporaneo; dal lavoro sulle tipologie e sui materiali all’utilizzo del processo narrativo, dalla rielaborazione dei segni, al ruolo basilare della comunicazione.
Norman Potter in un suo libro del 1969 parlava di oggetti (prodotto), luoghi (spazio) e messaggi (narrazione) nel definire le tre anime che connotano il mestiere di Designer. Oggi queste tre anime prevalenti si declinano in una molteplicità di ambiti sui quali il designer, attraverso metodi originali e una capacità di far sintesi che è nel suo DNA, misura l’efficacia dei propri strumenti. Ambiti di riguardo che diventano talvolta territori di conflitto o di scontro, con discipline consolidate (l’architettura in primis) che non riescono a metabolizzare le continue mutazioni del Design e i suoi continui sconfinamenti di campo. I nove temi indagati in queste pagine corrispondono ad altrettante direzioni di una ricerca sul Design degli Interni che continuamente si intersecano nel processo progettuale. Obiettivo del volume è contribuire a definire con sempre maggiore chiarezza, il ruolo del designer nel progetto dello spazio.
I contenuti di questo volume prendono forma e si sviluppano ai margini del convegno internazionale, From Spaces To Places, contributi di ricercatori, antropologi, artisti, architetti, designers, estetologi, sociologi e musicisti, i quali riflettono e si confrontano su come uno spazio diventa luogo.
Il libro, successivamente, si arricchisce delle. ricerche effettuate all’interno dei laboratori Design degli spazi di relazione, Dipartimento DIDA, Università di Firenze e Mediterranean Inclusive Design, dipartimento PAU, Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Ricerche svolte per attivare sinergie aggregative attraverso interventi puntiformi e semplici pratiche che vengono svolte quotidianamente nelle città per trasformare gli spazi in luoghi di incontro
Ricercatore e docente presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, è responsabile scientifico del DSR Lab (Laboratorio di Design per gli Spazi di Relazione). Ambasciatore per il Design Italiano nel Mondo, è visiting professor in alcune università internazionali. La sua ricerca indaga i rapporti tra oggetti e spazi con una attenzione specifica ai temi identitari e ai processi narrativi