Tecnologie del Progetto di Architettura
Rimodellazione di progetto e fabbricaione
maria antonietta esposito, filippo bosi
presentazione di
arto kiviniemi
Si tratta di un quaderno di appunti universitari sulla Gestione del Progetto inquadrato nell’attuale scenario di cambiamento spinto da tecnologie dirompenti. Il Building Information Modeling (BIM) sta trasformando alla radice il modo in cui progettiamo, costruiamo, utilizziamo e dismettiamo le architetture. Esso è frequentemente considerato solo un artefatto tecnologico, uno strumento di modellazione 3D o nel peggiore dei casi un semplice software. Comunque, sebbene la tecnologia sia un elemento essenziale, le sfide reali riguardano lo sviluppo di nuovi processi e modelli di organizzativi atti a raccogliere tutti i frutti del cambiamento in atto. Il quaderno è un complemento didattico alla letteratura esistente sul BIM adatto sia per professionisti all’inizio della carriera che già esperienti. Il testo si prefigge l’obiettivo di ovviare alla mancanza di indicazioni pratiche specifiche per la progettazione, costruzione, gestione, dismissione degli aeroporti. Molta della letteratura sul BIM è generica, ma una efficiente applicazione dei cambiamenti tecnologici nelle metodologie progettuali può presentarsi in modo molto diverso in funzione del tipo di edificio: non c’è una soluzione valida per tutti. 
Il quaderno è facile da leggere e non cerca di semplificare troppo l’argomento per propagandare il BIM. Esso offre una visione bilanciata tra benefici e sfide dell’implementazione BIM basata sulle metodologie di gestione del progetto negli aeroporti. Quando sia rilevante, il testo include le referenze per fonti più dettagliate. Il quaderno si adatta sia ai principianti del BIM che ai lettori più esperti, sebbene l’enfasi sia posta sulla applicazione partica del BIM nella progettazione, costruzione, e gestione di aeroporti, si presenta anche come una eccellente integrazione per una formazione generale sul BIM. Inoltre, il quaderno auspicabilmente troverà l’interesse delle stazioni appaltanti e dei gestori e potrà aiutarli a realizzare i benefici dell’impegnativo uso del BIM e dei metodi di progettazione collaborativa e consegna del prodotto dei loro progetti. Finché stazioni appaltanti e gestori non inizino a bandire i servizi basati sul BIM incentivando i propri fornitori a collaborare utilizzando nuovi schemi contrattuali dove i partecipanti “possano condividere i problemi ed i guadagni”, con forme di alleanza o Project Delivery (IPD), l’industria continuerà ad ottenere di minimizzare invece che massimizzare il valore creato per i suoi clienti.
Maria Antonietta Esposito, Professore, Seguace dell’Arch-ingegneria, studia l’organizzazione dei processi digitalizzati, intellettualmente aperta, è un architetto orientato alle esigenze dell’utilizzatore.  La sua ricerca focalizza sulle metodologie di ri-modellazione del processo di progettazione abilitate dalla digitalizzazione. Come architetto interagisce con gli artefatti mediante interfacce che, per quanto evolute richiedono sempre modifiche semantiche per adattarle agli utilizzatori. Nell’ecosistema digitale gli artefatti-utente hanno carattere semantico, le distanze tra referenze ed interferenze possono essere colmate mediante la didattica e la formazione innovative che continuamente sperimenta. 

Filippo Bosi, Dottore di Ricerca, Progettista, Cultore della Materia in Tecnologie dell’Architettura, è un architetto orientato alla innovazione dei processi di produzione del progetto. Come consulente della unità TxP_Research in dell’Università degli Studi di Firenze svolge attività di ricerca nell’ambito della Gestione del Progetto con metodologie Lean Design.
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