Il restauro di siti archeologici e manufatti edili allo stato di rudere
luigi marino
​Le condizioni di vulnerabilità dei siti e delle strutture rimesse in luce possono presentare ulteriori peggioramenti a causa di trasformazioni involontarie o volontarie. Il contenimento dei processi degenerativi può essere legato alle decisioni che si prendono prima e durante gli scavi. L’addestramento di un personale adeguatamente specializzato deve tener conto della singolarità delle situazioni che si possono incontrare in edifici ridotti a rudere e la necessità di dover assumere decisioni importanti con la consapevolezza che potrebbe essere necessario adattarsi a condizioni prima non prevedibili e che a eventuali errori potrebbe non essere più possibile porre rimedio. 
La capacità di apprendimento e di rinnovamento costante da parte degli operatori può consentire una maggiore affidabilità dei ruoli e sviluppare il coraggio di mettere in dubbio posizioni di privilegio non sempre giustificabili e adottare rinnovate metodiche, sensibilità e conoscenze tecniche specifiche.
Luigi Marino Già professore associato di Restauro Architettonico insegna restauro Archeologico presso la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio DIDA e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici SAGAS dell’Università di Firenze. E’ stato Direttore del Corso di Perfezionamento in Restauro Archeologico. Si occupa della conservazione e della manutenzione di edifici allo stato di rudere e di aree archeologiche, in particolare quando si è costretti a intervenire in condizioni di emergenza. Su questi temi ha messo a punto metodi e strumentazioni originali collaudati e applicati in numerosi cantieri in Italia e nel Vicino Oriente. 
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