Il cubito biblico
Misura di tutte le cose
laura aiello
Il cubito rappresenta un’unità di misura storica di origine sacra. Comunemente individuato come la misura che intercorre tra il gomito e la lunghezza del dito medio, esso affonda le sue radici nell’antico Egitto legando la propria origine alla misurazione del fiume Nilo, fonte primaria di vita per i popoli occidentali della mezzaluna fertile. Tale unità di misura, ampiamente utilizzata nei testi sacri per descrivere i progetti dettati da Dio, ha nel suo portato dei significati simbolici che trovano una corrispondenza pratica nell’uso quotidiano che l’uomo ha imparato a conoscere nel corso dei secoli adottandolo come strumento espressivo di quell’armonia divina insita nella praticità della prassi costruttiva. Il presente testo affronta le qualità teologiche, qualitative e quantitative del cubito che diviene immagine aniconica di Dio nel transito ontologico tra ‘parola’ e ‘progetto’.
Laura Aiello si laurea nel 2005 in architettura a Firenze con il massimo dei voti legali e lode, consegue il titolo di Dottore di ricerca in ‘Rilievo e Rappresentazione dell’Architettura e dell’Ambiente’; Nel 2011 consegue all’Università Europea di Roma il master di II livello in ‘Architettura arti sacre e liturgia’ con il massimo dei voti legali, lode e dignità di pubblicazione. Dal 2013 è docente nel settore ICAR17 presso l’Università degli Studi di Firenze.
Ha collaborato con l’ufficio storico del centro UNESCO di Firenze ed è stato coordinatore scientifico e visiting professor di alcuni programmi di collaborazione, sviluppati all’interno degli accordi internazionali interuniversitari, con Israele e con l’Armenia.
Studiosa dell’architettura storica di epoca classica e medievale, dedica gran parte degli studi al complesso rapporto che intercorre fra il disegno di rilevo archeologico e la ricostruzione filologica del progetto dei monumenti storici, soffermandosi sui problemi legati alla valorizzazione e allo sviluppo dei beni culturali. Fra le pubblicazioni ricordiamo l’edizione Brill 2017 vincitrice del “2017 Verbruggen Prize”. 
Back to Top