Antichi limiti per nuovi spazi
Valorizzazione del polo fieristico e congressuale nella Fortezza da Basso
nico fedi, paolo oliveri
Un dibattito lungo 50 anni continua ad avvolgere — più del traffico che la circonda — la Fortezza da Basso. È la sua attuale condizione la migliore auspicabile per questo importante monumento?
C’è chi spera che la fiera ospitata al suo interno venga spostata in altro luogo, magari fuori dal centro, alimentando un inutile consumo di territorio, risorsa già scarsa sul territorio fiorentino; c’è chi vorrebbe la Fortezza ricondotta a status di puro monumento, una condizione nobile tanto quanto forzosa, vuoi per la complessa evoluzione storica che per la gestione di un complesso così vasto; chi la vede solo come fiera, privata quindi del suo senso storico e del suo valore di monumento, qui nell’accezione di simbolo, di bene comune che dovrebbe essere a disposizione di tutti, non solo di chi vi lavora. 
Non ci sono mai risposte semplici a problemi così complessi, né tantomeno soluzioni definitive che risolvano una volta per tutte le criticità messe in campo. Nonostante tutto, è ancora possibile inserirsi all’interno di questo dibattito: lo strumento è il progetto di architettura; per quanto perfettibile, per quanto impositivo, può ancora vantare la capacità di mettere a sistema, di saper conciliare posizioni altrimenti inconciliabili.
A valle di tutti i ragionamenti, di tutte le analisi svolte su questo caso specifico, c’è quindi una proposta progettuale che non vuole presentarsi come definitiva, ma che prova a dimostrare come mettere a sistema esigenze, persone e spazio costruito, costituisca una buona formula per creare convivenza e generare convenienza, per tutti.
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